Speroni giovanni (4 Ergebnisse)

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  • Sprache: Englisch

    Verlag: Wiley-Interscience, 1962

    0470381485 / 9780470381489

    • Hardcover

    Anbieter: Ria Christie Collections, Uxbridge, Vereinigtes KönigreichRia Christie Collections

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  • Verlag: In Bologna, Per Lelio dalla Volpe, 1745

    • Erstausgabe

    Anbieter: Gabriele Maspero Libri Antichi, Como, CO, ItalienGabriele Maspero Libri Antichi

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    Zustand: Molto buono. In-16° (cm. 21,2), legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso a nervi con titoli in oro su tassello verde (piccoli fori), tagli azzurri, risguardi marmorizzati; pp. [8] 312 in stato molto buono (lievi e sporadiche fioriture). Prima edizione. Marca tipografica con figura di volpe incisa in rame al frontespizio. Esemplare molto buono. (NA3).

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    Kl.4° (16 x 10,5 cm). Erste Auflage, 95 num. Blätter - ohne das letzte weisse Blatt. Fester Pergamentband der Zeit (oder etwas später) auf 4 Bünden, mit ein wenig Rückenvergoldung und Rückenschild. Sprache: Italienisch, Mit Holzschnitt-Titelbordüre, großer Holzschnittdruckermarke (ca. 3/4 Seitengrösse) auf Blatt 95 verso (Kolophon), Holzschnittvignette (Druckermarke) auf Blatt 55 recto und 3 figürlichen Holzschnittinitialen. Einband etwas berieben und gebräunt; Rückengelenke mit einigen winzigen Wurmlöchern; Vorsätze leicht tintenfleckig; teils etwas stockfleckig; Grünschnitt teils leicht in die Blattränder eingedrungen; Blatt 13 verso mit Tintenmarginalie von alter Hand; Titelblatt (Titelei mit der Bordüre/Widmungsseite) recht knapp beschnitten; beide Innendeckel (Spiegel) mit alter Bibliothekssignatur. Verso Titel mit gedruckter Widmung des Verlegers Vincentio Busdrago (Vincenzo Busdraghi) an Giovanni Battista Giraldi (hier: Geraldi). Giovanni Battista Giraldi, gen. Cinzio (1504-1573); italienischer Dichter, Literaturwissenschaftler und Philosoph; Sekretär des Herzogs Ercole II. d'Este von Ferrara, Modena und Reggio. Der seltene 1. Druck dieser literarischen Streitschrift Giovanni Battista Giraldis gegen Sperone Speronis Tragödie "Canace" (hier vollständig abgedruckt) und zur dramatischen Literatur seiner Zeit. Giraldis Abhandlung ist mit dem 1. Juli 1543 ("Il primo di Luglio. MDXLIII") datiert - die Streitschrift soll als Handschrift kursiert sein und wurde erst mit der vorliegenden Ausgabe von 1550 anonym (eher halbanonym) gedruckt, was scheinbar die Zuschreibung an Bartolomeo Cavalcanti förderte. EDIT16, CNCE 21258 / BMC: Italian books, 636 (unter Speroni/Cavalcanti) / Gamba (4. ed.) 1653 (dort in der Anmerkung zur Ausgabe von Sperones "Canace" und mit der Zuschreibung an Bartolomeo Cavalcanti) / Adams II, S 1573 / Graesse VI, 466 und Brunet V, 488 (auch bei Adams, Graesse und Brunet unter Speroni und mit der Zuschreibung an Cavalcanti).

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    In 8° piccolo (14,3×10 cm); 54, (2 b.), 48 (ma 40), (1 b.) cc. Legatura seicentesca in piena pergamena floscia con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Nota manoscritta ottocentesca al piatto anteriore "Cavalcanti 2-50". Alcune numeri manoscritti da mano cinquecentesca al frontespizio, ininfluenti. Grande stemma xilografico di Luigi Mocenigo, in ognuno dei due frontespizi. Iniziali xilografiche. Le c.33-40 saltate nella numerazione delle p. della pt. 2 come in tutti gli esemplari conosciuti. Alcuni leggerissimi aloni in 4 pagine, del tutto ininfluenti e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. In alcuni esemplari, la tragedia Canace, precede il testo del "Giudicio". Alcune copie presentano una variante nel titolo con "Giuditio" al posto di "Giudicio". Il "Giudicio" è opera di G.B. Giraldi anche se a volte, è attribuita anche a B. Cavalcanti (cfr. Sperone Speroni. Canace a cura di C. Roaf Bolonga, 1982 pp. XXIII-XXIX). L'opera non presenta lo stampatore ma l'STC Italian p. 636, attribuisce la stessa, probabilmente, ai torchi di Domenico Farri. Prima edizione del più celebre commento della più importante e controversa opera del grande scrittore e filosofo padovano, Sperone Speroni (Padova, 12 aprile 1500 Padova, 2 giugno 1588). Nato in una celebre famiglia nobile podovana, Speroni degli Alvarotti, il padre Bernardino era archiatra di Papa Leone X, mentre la madre apparteneva alla famiglia Contarini. Considerato un bambino prodigio per le sue capacità d'apprendimento, divenne giovanissimo, a 18 anni, professore di Logica all'Università di Padova. Allievo di Pomponazzi a Bologna, ritornò a Padova dopo la morte di questi, prima per insegnare e poi, per necessità, per seguire gli affari di famiglia. Membro dell'Accademia degli Infiammati, fu l'ultimo dei "Principi" del quali ci rimane testimonianza scritta, succedendo alla carica ad Allessandro Piccolomini. Fu grande amico di Torquato Tasso del quale revisionò, anche, la Gerusalemme Liberata. La "Canace" è una commedia di interesse mitologico, che venne letta, per la prima volta da Giraldi, nell'adunanza dell'Accademia degli Infiammati. Come scrisse Luca Piantoni (Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, Volume 93, voce dedicata a Sperone Speroni) "Canace, composta a stretto giro dall'Orbecche di Giovan Battista Giraldi tra il 9 gennaio e il 9 marzo 1541 e pubblicata la prima volta a Venezia, senza consenso dell'autore, nel 1546. L'opera, la cui rappresentazione fu impedita dall'improvvisa morte di Ruzante, che doveva esserne il principale interprete (Savarese, 1976), sollevò ben presto aspre polemiche, che si protrassero sin quasi alla fine del secolo (con i Due discorsi di Faustino Summo del 1590). Salutata con tempestivo favore da Aretino e Claudio Tolomei, come pure, successivamente, celebrata da Lodovico Dolce e Battista Guarini, essa venne attaccata, sulle prime, a mezzo di un manoscritto anonimo, datato 5 luglio 1543 e a lungo ritenuto di Bartolomeo Cavalcanti, ma da attribuire quasi certamente allo stesso Giraldi (Roaf, 1959); poi nel 1550, con il titolo di Giudizio sopra la tragedia, per i tipi di Vincenzo Busdraghi di Lucca, che vi annesse anche il testo della Canace. Speroni, sollecitato a rispondere con un'Apologia indirizzata ad Alfonso II d'Este, rimasta però incompiuta, tornò a difendersi con un ciclo di lezioni tenute, tra il 9 e il 27 dicembre 1558, nel consesso degli accademici Elevati, dove venne fatta pervenire un'ulteriore risposta, questa volta in latino e con la firma di Giraldi". La disputa sulle caratteristiche della tragedia che prese avvio dalla "Canace" di Speroni, coinvolse la maggior parte i letterati italiani e proseguì per più di dieci anni. L'opera venne anche castigata per la sua lascivia per il modo in cui, Speroni, utilizzò il tema dell'incesto come strumento narrativo. Rif. Bibl.: Fontanini, I, p. 507. L1065; Gamba 1653.