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  • Armanino Lit. e Calc. edit. & Pratesi dis. e G. D. inv.

    Verlag: Roma

    Anbieter: Sergio Trippini, Gavirate, VA, Italien

    Verbandsmitglied: ALAI ILAB

    Verkäuferbewertung 4 von 5 Sternen 4 Sterne, Erfahren Sie mehr über Verkäufer-Bewertungen

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    "Alla mezza notte del 29 al al 30 Giugno gli Ufficiali del Genio condussero la 5.° COmpagnia del 1.° Battaglione 6.° Reggimento di Linea comandata dal Capitano Augusto Rossi, onde scavare una nuova trinciera che separasse l'inimico dalle difese dei Romani; la breccia veniva difesa da alcune Compagnie del 2.° Regg.° di Linea, sotto gli ordini del Maggior Broglia, e nella piazza d'arme dell' 8.° Bastione stava una Compagnia di Bersaglieri Lombardi, comandata dal Capitano Rosaguti. L'artiglieria taceva per serbare le poche munizioni a momento di maggior bisogno. Erano di poco sonate le ore 2 1/4 dopo la mezza notte, allorchè comparvero due colonne di Francesi, una dalla breccia del Bastione N.° 8, l'altra dalla posizione da essi acquistata nelle mura, si diriggono onde assalire di fianco la Piazza d'arme, i Romani li accolgono con un fuoco vivissimo, ma il succedersi di quella massa mobile supera la loro resistenza, ed i nostri sono respinti. Gli Artiglieri dan fuoco ai pezzi carichi di mitraglia, ma invano; seguono le colonne dei Francesi, e già questi sono sopra i lavoratori; allora gli Artiglieri depopste le palle, e dato di piglio all'arme, attendono di piè fermo l'inimico, vistolo apparire gli scaricano le armi addosso, e gli presentano la punta delle Baionette; e qui s'impegna una lotta che durò quasi tre ore, ove si vide quanto può l'amor nazionale e l'onore della propria bandiera; caddero molti del 6.° Regg.o di Linea, ma da forti, col petto crivellato da ferite di baionetta, ridutti a poco numero, e sfiniti dalle ferite furono tratti prigione insieme al Capitano Augusto Rossi, e Tenente Della Longa e Sergente Maggiore Pietro Massa. In pari tempo erano stati assaltati i pezzi che erano comandati dal Prode Tenente Casini il quale ferito con 14 colpi di baionetta e sciabola, e morti i suoi Artiglieri, pure avvinto ad un pezzo non poterono persuaderlo a distaccarsene. Sorto il giorno i Francesi s'impossessarono dei pezzi, e fra gli estinti rinvennero il Tenente Casini, il di cui cuore generoso batteva ancora, lo asportarono all'ambulanza francese, e ne raccomandarono la cura a quegli Ufficiali Sanitari, i quali in un loro ragguaglio ufficiale, dissero, che questo giovine aveva difeso i suoi pezzi come la Tigre difende i suoi figli; abbenchè vinti, pure l'armata della Repubblica Romana, in questa notte spettatrice di tanti massacri, seppe meritarsi la stima dello straniero!".La stampa fa parte di una serie di litografie stampate a Genova Dalla Lit. e Cal. Armanino Strada Garibaldi N° 204, colorate da L. Barbero. Riportano l'interessante indicazione "Di Proprietà della Società della Speranza in Genova". La litografia, stampata su carta della cina, presenta una bella coloritura coeva a cura di L. Barbero ed è applicata su di un supporto cartaceo. Sotto l'incisione alcune righe di testo storico descrittivo. Alcuni segni del tempo.La seconda Repubblica Romana. A Roma, sotto la spinta dei moti popolari che chiedevano libertà e democrazia, crollò il regime pontificio ed il Papa Pio IX fuggì a Gaeta. Il 9 febbraio 1849 un'Assemblea eletta con suffragio universale proclamò la Repubblica, e il mese successivo ne affidò la guida a un Triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Come Bandiera, la Repubblica adottò il tricolore. Intanto il Papa da Gaeta invocava l'intervento delle potenze europee per restaurare il potere temporale. Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie, paesi cattolici retti da regimi assoluti o conservatori, attaccarono il territorio della Repubblica da più parti. A difesa della Repubblica affluirono in Roma giovani da ogni parte d'Italia e d'Europa, mentre GAribaldi vi portò i suoi volontari. Il 3 luglio, mentre le truppe francesi entravano in Roma, Giuseppe Galletti dal balcone del Palazzo Senatorio in Campidoglio, lesse al popolo la Costituzione della Repubblica Romana mentre i soldati francesi erano schierati in armi sull'Ara Coeli. Fu l'ultimo atto della Repubblica Romana.