Pianta planimetrico prospettica della città di Ferrara che, fatta eccezione per alcuni particolari, risulta essere un'attenta replica dell'incisione realizzata da Girolamo Dinovo. Rispetto a quest'ultima, nell'angolo in basso a sinistra manca il cartiglio con la dedica a Clemente VIII, di cui si mantiene lo stemma araldico nell'angolo in alto a sinistra; mentre nell'angolo in alto a destra, in campo libero, viene inserita una legenda numerica con 93 rimandi ai luoghi notabili della città suddivisi su tre colonne. Dell'opera di Florimi non sono note ristampe, tuttavia alcuni esemplari, di tiratura più tarda, possono essere attribuiti ai torchi dell'editore senese Pietro Petrucci, che acquisì gran parte delle lastre di Florimi. Ottimo lo stato di conservazione generale.Rif: Bella, Novacco 1986: n° 45; Alberghini, Cavicchi 2008: 166; Bifolco, Ronca 2018: III, 2146. Autore: Florimi Matteo edit. Luogo: Ferrara. Anno: 1600 ca. Tecnica: incisione in rame. Dimensioni: 391x502 mm.
Carta geografica, entro margine graduato, raffigurante il Dominio Fiorentino. Nell'angolo in alto a sinistra, in decorativo cartiglio a volute, è riportata la scala grafica "di Miglia 20". Nell'angolo in basso a destra, in ricco cartiglio, è riportato il titolo. Il disegno cartografico si limita a descrivere il territorio fiorentino, mentre è assente per quanto riguarda i territori confinanti che sono solo indicati e di cui compare un accenno all'idrografia. La carta è da considerarsi una contraffazione del "Dominio Fiorentino" di Giovanni Antonio Magini, che a sua volta era una derivazione di quella di Stefano Bonsignori. Il Magini, senza mai nominarlo, descrive l'editore senese come uno spudorato contraffattore: "quidam fortunae meae invidius qui Senis aliorum Geographias depravatim resculpi curat" (Almagià, MCV p. 53) L'incisione si presenta in buono stato di conservazione generale, ripiegata in quattro. Rif: Bifolco-Ronca 2018: III, p. 1986.