Della torre raffaele (5 Ergebnisse)
Verlag: Nessuna indicazione editoriale, 1860
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In den WarenkorbBrossura. Zustand: Buono. Estratto da "Archivio Storico Italiano", Appendice, n°15. Cm.23,7x15,4. Pg.(96). Coperta muta. Un episodio di storia genovese del XVII secolo. Giulio Cesare Vachero (Sospello, 1586 ? Genova, 31 maggio 1628) fu cospiratore per conto dei Savoia nella Repubblica di Genova. 150 gr.…

Verlag: Excudebat Petrus Ioannes Calenzanus, Genuae, 1641
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In den WarenkorbCopertina rigida. Zustand: Discreto. Prima edizione. Testo latino. Opera dedicata al Preposto Generale della Compagnia del Gesù Muzio Vitelleschi. Cm.34x23,5. Pg.(16), 563, (1), 16, (110). Legatura in mz.pergamena con titoli calligrafati al dorso a quattro nervi. Piatti in cartone rustico. Coperta rinforzata, sguardie nuove. Lievi aloni alle prime carte. Bel frontespizio allegorico figurato a piena pagina, inciso da Cornelis Bloemaert su disegno di Gregorio Grassi: vi viene raffigurato Mercurio che guarda dall'alto una torre, affiancata da due leoni, con il ritratto dell'autore in medaglione. Testo su due colonne. Capolettera e finalini incisi. Fresca impressione. Rara edizione originale di quella che è forse la principale, monumentale opera scritta in Italia sul tema dei cambi monetari e delle lettere di cambio, definita dal De Roover "l'apogée de l'école scolastique". Ne è autore il giurista e storico Raffaele Della Torre (Genova, 1579-1666), personaggio pubblico genovese schierato su posizioni indipendentiste filofrancesi ed antisavoiarde e antispagnole. "Tutti gli aspetti della problematica dei cambi e delle lettere di cambio vi sono affrontati, con un notevole ricorso alla dottrina precedente, sia giuridica sia teologica, con una particolare attenzione anche alla pratica dei tribunali: dopo la terza parte, infatti, vengono ripubblicate e commentate numerose sentenze della Rota romana (concludono l'opera i "Capitoli e ordini delle fere di Bisenzone", naturale richiamo alla supremazia genovese sul mercato, finanziario)" (Rodolfo Savelli in "Dizionario biografico Treccani"). Una seconda edizione vide la luce a Frankfurt nel 1645. > Kress-Italian Economic, 155. Graesse, VI/2, 216. Sapori, I, 218. 1600 gr.…
Weitere BilderVerlag: (In fine:) Genuae, Petrus Io. Calenzanus, 1641,, 1641
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In den WarenkorbZustand: molto buono. in-folio (340 x 230 mm), pp. (4), 563, 16, ff. (54); mancano occhietto all'inizio e in fine l'Errata. Legatura ottocentesca in mezza pergamena con angoli, fregi e titolo su doppio tassello al dorso (sguardie e capitelli sostituiti). Stupendo frontespizio allegorico inciso da Cornelis Bloemaert con ritratto dell'Autore e figure allegoriche magistralmente inc. in rame da C. Bloemaert. Prima edizione di quest'opera che procurò larga fama al noto giureconsulto genovese del XVI secolo. Essa si divide in tre ''disputationes'' (a loro volta suddivise in quaestiones) nelle quali si tratta del contratto di cambio come documento probatorio di esso, del cambio con ricorsa. L'autore tratta la problematica dei cambi e delle lettere di cambio, con un notevole ricorso alla dottrina precedente, sia giuridica sia teologica, con una particolare attenzione anche alla pratica dei tribunali. A supporto molti esempi pratici, richiamando le consuetudini dei mercanti, gli statuti delle fiere, i ''Capitoli et Ordini delle fere di Besenzone; che si fanno al presente nella città di Piacenza'' (publicati nelle 16 pp. di appendice), ed in particolare molte decisioni della Rota Romana emanate tra il 1542 ed il 1633. Importante e raro. Ottimo esemplare. Manca al Cat. Einaudi. Kress Ital., 155. Book.…
Weitere BilderSprache: Italienisch
Verlag: Appresso Pietro del Martello, Colonia, 1681
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In den WarenkorbRilegato. Zustand: ottimo. 16° Pagine 1 carta bianca + 8 non numerate + 2 carte bianche. Legatura coeva in piena pergamena. Titolo manoscritto al dorso su tassello. Carta uniformemente brunita. Vignetta calcografica con sfera armillare al frontespizio. Ottimo esemplare. Celebre pamphlet anonimo, ma scritto da Louis Helian, ferocemente antiveneziano, tanto che le prime due edizioni vennero prima proibite e poi date alle fiamme dalla Serenissima. La presente dovrebbe costituire la quinta o la sesta edizione dopo le due o tre di Mirandola, Benincasa, 1612 e 1619 (due secondo Melzi, tre secondo Piantanida); quella di Genova, Guasco, 1653; e quella di Venezia, Tomasini, 1654. Così l'opera viene descritta proprio dal Piantanida (1013), "Famoso libello satirico contro la Repubblica veneta mediante il quale l'anonimo autore intese dimostrare che la libertà originaria della repubblica vantata dagli scrittori veneziani, non sussisteva, ma che invece Venezia è un antico dominio dell'Impero Romano e che di conseguenza l'imperatore del Sacro Romano Impero conserva sulla repubblica i suoi diritti e le sue pretese. Per la sua brevità, la scelta erudizione, la molta pratica di storia e di giurisprudenza, i fatti e gli spunti di critica esposti con novità, l'opuscolo ebbe enorme diffusione e molte ristampe". Nella presente edizione del 1681 compare per la prima volta il discorso dell'ambasciatore francese Louis Helian, che propone addirittura la distruzione di Venezia, scritto dopo la battaglia di Agnadello. Cfr: Melzi, III, 93, annotando che "colla data del 1612 avvi due edizioni di questo famoso opuscolo", propone, con le opportune citazioni bibliografiche, una lunga sequela di possibili autori: Antonio Albizzi, Gualdo, Pignoria, Peireschio, Alfonso de la Cueva marchese di Bedemar, Marco Velsero, Gaspare Scioppo. Vinciana, curiosamente, dedica ben cinque schede al libello: 1013, 1014, 1015 (tre edizioni con varianti del 1612), 1016 (edizione del 1619), 1028 (edizione del 1653, attribuita a Raffaele Della Torre). La paternità del Della Torre viene accettata anche da Lozzi, III, 5970. Parenti, "Dizionario dei luoghi di stampa falsi ….", 143, "Fu ristampata con la stessa data di Mirandola nel 1619 …. Da questa traduzione fu anche nuovamente volta in italiano e pubblicata con la falsa data di Colonia". Cicogna, 897. Graesse, VI/I, 474-475, "Ce pamphlet à donné lieu à Fra Paolo Sarpi de faire l'Histoire du concile de Trente, car il pensait, que le "Squitinio" partait de la cour de Rome, et comme il ne pouvait pas y répondre directement , il composa son "Concile de Trente" pour mortifier cette cour". Peignot, "Dictonnaire des livres condamnés au feu", II, 144, "Ouvrage seditibux et rare".…
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In den Warenkorb(In fine: Genuae, excudebat Petrus Ioannes Calenzanus, 1641), in-folio, legatura ottocentesca in mezza pelle (con restauri reintegrativi in pelle moderna sul dorso), tagli azzurri (antichi), pp. [16], 563, [1], 16, [108]. Con frontespizio calcografico inciso da Cornelis Bloemaert e disegnato da Gregorio Grassi, iniziali ornate e fregi xilografici. Occhietto presente; non è stata invece legata l'ultima carta che recava l'errata. Prima edizione d'uno dei libri più ampi e famosi sui cambi monetari scritti in Italia. L'autore, genovese (Genova, 1579 - Genova, 21 marzo 1666) fu studioso di diritto commerciale. L'interno del volume è in condizioni più che buone con solo pochi e minimi forellini di tarlo alle ultime 18 carte del volume. Graesse, VII, p. 216. Kress, n. 155.…