Jacopo Lupi

Jacopo Lupi, è nato il 13 gennaio 1985 a Sulmona, una piccola cittadina dell’Abruzzo.

Da subito mostra grandi qualità artistiche vincendo i primi concorsi di poesia, scrittura e disegno sin da bambino.

“Ricordo di aver messo su un foglio bianco le mie emozioni fin da quando son riuscito a tenere in mano una penna; dai primi scarabocchi alle prime parole a cui già davo un senso e un ritmo.”

Studia nel Liceo linguistico G.B. Vico di Sulmona, che lo forma e gli dona quel suo eterno cercare, attraverso le varie culture, un punto d’arrivo, una verità nascosta dietro le cose che, questo autore, ricerca attraverso la musica e le forti emozioni che regala ai lettori.

Appassionato di scrittura sperimentale, si dedica alla poesia intesa come suono e immagini: poesia sonora e poesia visiva.

In questi ultimi anni si sta dedicando alla scrittura giornalistica e alla Politica: tutt’ora studia Scienze Politiche all’Università Alma Mater di Bologna.

Ha vinto diversi concorsi di Poesia ed è stato finalista nel festival AmoBologna 2005.

Ha pubblicato diversi racconti di successo incenrati sulla figura di un assurdo personaggio, Leuterio Solfrizzi, per la Enrico Folci Editore prima di arrivare al grande successo di pubblico e critica con IO NON AMO edito da linee infinite edizioni

“Mi presento, sono un giovane viziato dei giorni nostri, abile verseggiatore di cavolate e pigro ascoltatore di un mondo che, invece, non ne vuol sapere di starmi a sentire e, per di più, mi sbeffeggia continuamente anche se io lo burlo di rimando. Vivo in una città che mi da tutto quello che cerco anche se, io, continuo a chiederle, insistentemente, emozioni nuove che, io stesso, faccio fatica a seguire. Cerco disperatamente la cultura in tutte le sue forme ma, come una saponetta usata, mi sfugge sempre sul più bello, proprio quando credevo di averla fatta mia. Sono alla continua ed incessante ricerca di un “qualcosa” che so per certo non troverò mai, e amo mettermi in gioco, continuamente, rischiando anche di uscirne deluso e ferito. Mastico solo rabbia e ipocrisia. Bevo solo bicchieri dimezzati di ebbra felicità. Dormo su rovi ardenti di domande che non hanno risposta. Cammino su è giù in corridoi insieme alla mia solitudine. A volte traslocare la mia anima in un corpo più comodo sarebbe l’ideale.”