L'odore del mondo.

Jha, Radhika

Verlag: Neri Pozza Editore, 2009
ISBN 10: 8854503215 / ISBN 13: 9788854503212
Neu / Soft cover / Anzahl: 1
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Beschreibung:

Traduzione di Braga C. Vicenza, 2009; br., pp. 396, cm 12,5x18,5. (Biblioteca). A Parigi, nel negozio di zio Krishenbhai, si combatte a volte una strana battaglia: una battaglia tra odori che è una vera e propria lotta tra mondi opposti. Quando soffia il vento il profumo delle baguette fragranti si scontra inesorabilmente con l'aroma pungente delle spezie e dei cibi indiani in bella mostra sugli scaffali. Ma allo zio sfugge tutta questa lotta, perché distratto dalle clienti che osano avventurarsi con lui nel retro della bottega. Non sfugge invece alla nipote Leela, poichè lei, oltre alla grazia del suo aspetto, ha avuto in dono una sensibilità agli odori fuori dell'ordinario. Dono che può procurare tormenti, ma anche gioie. Come una bussola infatti, gli odori guideranno Leela alla scoperta di affetti, amore, sesso e piacere. Buchnummer des Verkäufers 1812054

Bibliografische Details

Titel: L'odore del mondo.
Verlag: Neri Pozza Editore
Erscheinungsdatum: 2009
Einband: Soft cover
Zustand: new

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1.

Verlag: Silvana Editoriale (2012)
ISBN 10: 8836623794 ISBN 13: 9788836623792
Gebraucht Softcover Anzahl: 1
Anbieter
Libro Co. Italia Srl
(San Casciano Val di Pesa, FI, Italien)
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Buchbeschreibung Silvana Editoriale, 2012. Barletta, Pinacoteca De Nittis, 5 maggio - 19 agosto 2012. A cura di Emanuela Angiuli. Cinisello Balsamo, 2012; br., pp. 239, 48 ill. b/n, 192 tavv. col., cm 23x28. (Cataloghi di Mostre). L'odore della luce è quello che si espande in un campo di fieno appena tagliato, in un giardino dove le lame del sole illuminano l'humus del sottobosco, nell'afrore dolce del gelsomino estivo. E' la sensazione che promana da una certa pittura a cavallo del secolo, ancora legata ai canoni macchiaioli ma già proiettata verso il nuovo del dopoguerra. La luce che illumina l'olfatto è una splendida sinestesia, un caso di intersensorialità "indotta", che gioca sull'idea che dai prati, dai campi e dai giardini delle opere della mostra emanino luci odorose e profumi luminosi. Tanto più splendida la sinestesia per il fatto che quella luce odorosa illumina e avvolge figure femminili anch'esse profumate di luce e illuminate di odori. Una pittura, quella indagata in "L'odore della luce" (dal 5 maggio al 19 agosto a Palazzo Marra, sede della Pinacoteca De Nittis di Barletta), che ha due co-protagoniste: la donna e la natura, ad occupare una scena fatta di quotidiana straordinarietà, sullo sfondo di nuove certezze, in decenni destinati a cambiare il mondo e ad assistere al nuovo ruolo che in esso si vanno conquistando le donne. Anche in quell'universo apparente immutabile che è la società contadina, tanto al sud quanto al nord del nostro Paese. Non a caso Emanuela Angiuli ha scelto per questa affascinante esposizione di aprire un focus sul "Mondo femminile nella pittura dell'Ottocento e del primo Novecento", in Italia. Qui risalta la descrizione profondamente evocativa ed emozionale della piccola borghesia della provincia italiana e del mondo contadino. Lungo le quattro sezioni tematiche: sentimenti, i lavori del giorno, prati e giardini, confidenze, passa, come in un fil d'atmosfera, l'altra metà del mondo, una metà che, forse per la prima volta, è veramente consapevole del suo contare, della fine di una millenaria subalternità. Nelle sale della Pinacoteca De Nittis a Palazzo Marra, in quel di Barletta, gli artisti raccontano, spesso con sensibilità confidenziale come in un palinsesto figurativo, i loro momenti più personali ed intimi: l'adolescenza, il lavoro, le ritualità dei sentimenti. Mentre nuovi movimenti intellettuali, mutamenti politici e culturali investono l'Italia che tra 1800 e 1900 portano le donne, nobili o popolane, ad assumere ruoli di primo piano, la pittura registra immagini eloquenti della storia e delle condizioni nelle quali si esprime il mondo della provincia. A partire dalle donne, l'osservazione invade inevitabilmente vari campi di interesse storico, letterario ma anche demo-etnoantropologico e sociale. La pittura si fa registro della conoscenza degli usi e costumi delle tradizioni locali mediante una molteplicità di linguaggi che interferendo col vivere quotidiano, offrono la qualità di un complesso e variegato territorio culturale. Osservando questi dipinti, emerge una realtà che, dopo l'Unità d'Italia, è fortemente legata alle società rurali e alle tradizioni della provincia che trovano eco alla narrativa veristica di Giovanni Verga, di Luigi Capuana scopritore del romanzo sperimentale di Zola e diffusore del naturalismo, al verismo di Matilde Serao, Grazia Deledda, Mario Pratesi, Renato Fucini. Il "fiume della vita" scorre nella pittura italiana dell'Ottocento a volte dentro scenari immortalati nella sensibilità di un divertissement sentimentale, oppure attraverso una rêverie di artisti che trasformano paesaggi e ritratti in un teatro delle emozioni, in cui realtà e immaginazione concorrono all'espressività pittorica dei sentimenti. Accade che il rigido realismo cede il passo al gioco delle impressioni per cogliere in tempo reale la fuggevole vibrazione di una luce o di un colore, fino a condurre l'euforia emotiva instillata nelle figure, ai linguaggi del simbolismo. La particolarità della rasseg. Artikel-Nr. 2482551

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