Forme originarie della paura.

Beyer, Marcel

Verlag: Giulio Einaudi Editore, 2011
ISBN 10: 8806197363 / ISBN 13: 9788806197360
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Beschreibung:

Traduzione di Bortoli S. Torino, 2011; ril., pp. 393, cm 15x23. (Supercoralli). "Vivere significa osservare", è questa la massima che governa l'esistenza del grande zoologo austriaco Ludwig Kaltenburg che vive con i suoi animali presso il famoso istituto di ricerca di Dresda. Dopo la costruzione del muro di Berlino nel 1961, Kaltenburg scompare da un giorno all'altro e ritorna a Vienna, portando con sé l'alone di mistero che lo circondava. Chi è davvero Kaltenburg? Durante gli anni passati in Germania Est, nessuno lo conosceva così bene come il giovane ornitologo Hermann Funk, il narratore in prima persona di questo romanzo. Hermann, rimasto orfano durante il micidiale bombardamento di Dresda nel febbraio 1945, aveva trovato in Kaltenburg un padre putativo, ed era diventato l'osservatore silenzioso di quello scienziato che voleva scoprire - scrivendo l'inquietante saggio-summa intitolato "Forme originarie della paura" - i segreti del mondo animale e di quello umano, ma che non consentiva l'accesso alle oscure e pericolose profondità della propria vita. Buchnummer des Verkäufers

Über diesen Titel:

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Inhaltsangabe: Quando Dresda bruciò, nel febbraio del 1945, dal cielo piovvero uccelli carbonizzati e nel parco della città si radunarono, atterriti, gli animali fuggiti dallo zoo. Hermann Funk, all'epoca un ragazzino, si trovava nel bel mezzo di quell'inferno. Non lo scorderà per tutta la vita: nei bombardamenti perse entrambi i genitori. E la visione degli animali bruciati lo spingerà a dedicarsi all'ornitologia, studiando e successivamente lavorando sotto la guida dell'eccentrico e per molti versi ambiguo Ludwig Kaltenburg, un amico di famiglia e il più famoso zoologo ed etologo del XX secolo. Il professore lo vuole con sé quando, nel secondo dopoguerra, accetta l'offerta di creare, appena fuori Dresda, un Istituto di ricerca destinato a consolidare la sua fama ma soprattutto a dare lustro alla Repubblica democratica tedesca. Il giovane lo vedrà muoversi con apparente disinvoltura fra i complessi meccanismi dello stato e le sottigliezze ideologiche del partito, attraversare i drammatici mutamenti degli anni Cinquanta e infine, dopo la costruzione del Muro, lasciare per sempre la Rdt. Ma soprattutto è al suo fianco quando Kaltenburg decide di dedicarsi, nel saggio "Forme originarie della paura", a un raffronto fra i comportamenti di panico negli animali e negli essere umani. La paura appare cosi come il sentimento dominante di tutto il XX secolo e pervade, nelle sue declinazioni individuali, politiche, sociali, ogni pagina del romanzo di Marcel Beyer.

Rezension: La speranza che sorregge un vecchio ornitologo (un riflesso di Konrad Lorenz) avvicinandosi la morte. Aspettando il volo delle cornacchie

Luigi Forte, Tuttolibri - La Stampa

Il vecchio Ludwig Kaltenburg, ornitologo di fama internazionale, attende su una sedia a rotelle, a Vienna, il ritorno delle taccole, le amatissime cornacchie dagli occhi bianchi. Prima o poi forse una coppia nidificherà sul comignolo del suo studio: è la speranza che lo sorregge fino alla morte, pochi mesi prima della caduta del Muro di Berlino. Per lui il mondo è sempre stato un cielo immenso striato da stormi di uccelli, che nel corso degli anni ha studiato e accudito nel suo Istituto di Loschwitz alle porte di Dresda.
Taccole e zigoli, venturoni e cardellini, rondoni, peppole e fringuelli e molti altri pennuti sono migrati nella sua vita e nei suoi libri ai tempi del vecchio socialismo e della Rdt che di lui si faceva gran vanto. Prima ancora, durante il nazismo, il giovanissimo studioso si occupava di «persone confuse» in una grande clinica psichiatrica di Posen. Ce lo racconta, sollevando interrogativi aperti sul futuro, come per tenere alta e inviolabile la tensione, il suo allievo Hermann Funk, in Forme originarie della paura, l?intenso e complesso romanzo di Marcel Beyer, lo scrittore svevo nato vicino a Stoccarda nel 1946, ottimamente tradotto da Silvia Bortoli.
Beyer è un eccentrico, ama stupire. Scrive spesso di storia tedesca, folgorato da strane ossessioni. Come il suono, nel romanzo di successo Pipistrelli, in cui l?ingegnere Karnau alle dipendenze del ministro della propaganda nazista Goebbels catturava con gli strumenti più sofisticati l?assordante e tragico vociare del Terzo Reich. Un mondo agghiacciante polverizzato in crepitii convulsi, in bestiali echi primordiali. Là il tragico destino di un Paese rimbalzava fra microfoni, amplificatori e fonografi, mentre qui guerra, lager, stalinismo, processi, insurrezioni a Budapest e Praga scorrono, nella testimonianza dell?ormai anziano Funk, fra animali vivi e imbalsamati, straripante sapere ornitologico, nuvole di uccelli che pulsano sulla valle dell?Elba.
Stimolato dalle domande di Katharina Fischer, una giovane interprete ansiosa di apprendere il lessico dei volatili, Funk abbozza un capitolo di storia collettiva e rivisita la propria vita in un serrato confronto con l?oblio. Non a caso anche sua moglie Klara rispolvera di fronte a un socialismo asfittico e senza memoria, l?amato Proust.
Passato e presente si amalgamano alla perfezione nel romanzo grazie a una scrittura morbida e avvolgente in un gioco di continui rimandi, di flash back, di prodigiosi riflessi. Figure di un tempo, come la bambinaia polacca Maria o i vicini di casa della famiglia di Klara svaniti nel nulla, si allineano ai tanti cadaveri, fra cui gli stessi genitori di Funk, bruciati e sfigurati dal bombardamento di Dresda, alle vittime dei pogrom o delle purghe staliniane. Immagini in dissolvenza, frammenti di dolore che Beyer mescola al pulsare di una vita in cui fedeltà alla propria vocazione, ricerca e studio sembrano ammorbidire il volto tragico della storia.
La lunga confessione di Funk, su cui è costruito il romanzo, fa di Kaltenburg il centro di un mondo in cui si condensano molte contraddizioni del secolo scorso. Dietro di lui si cela la figura problematica di Konrad Lorenz, così come dietro gli amici Martin e Knut si intravedono l?artista Joseph Beuys e lo scienziato documentarista Heinz Sielmann, membri del partito a suo tempo e soldati del Reich.
Il dopoguerra sfuma molte colpe, mentre lo scrittore sguinzaglia la propria curiosità in anni di guerra fredda fra il lavoro di Kaltenburg nella Rdt, la sua crescente fama e le sue perplessità sulla nuova svolta politica, scrivendo pagine da antologia sul ritratto di Stalin che controlla ogni angolo del paese. Dovrà emigrare il grande etologo, angariato dalla politica e amareggiato per la morte dolosa delle sue taccole. La vita lo spinge a riflettere oltre i confini della propria ricerca: nel saggio Forme originarie della paura, vera summa del suo sapere, difesa contro i molti denigratori dal fedele Funk, Kaltenburg riuscirà a descrivere comportamenti di panico di uomini e animali, quel comune sentimento che ha attraversato un?intera epoca e lasciato, non solo taccole, dietro di sé.
Biografia di un uomo simbolo intrisa di dolorosa e tenera quotidianità, romanzo di una voce che si amplifica in corale testimonianza, il romanzo di Beyer inventa una scrittura che va dritta al cuore martoriato del Novecento.

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Bibliografische Details

Titel: Forme originarie della paura.
Verlag: Giulio Einaudi Editore
Erscheinungsdatum: 2011
Zustand: new

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