Con un titolo provocatorio il libro L’arte ignorante è un viaggio attraverso le opere di quegli artisti autodidatti fuori dalle regole e dai circuiti artistici che nella loro semplicità e diversità hanno anticipato certi aspetti delle avanguardie e sono stati perfino dei modelli per le stesse. Emblematico è il caso di Henri Rosseau che con le sue opere esotiche a creato quelle atmosfere sospese e quello spaesamento che saranno tipici della pittura Metafisica e del Surrealismo. Alcuni di questi artisti ingenui hanno anche sperimentato delle tecniche del tutto inusuali, come Seraphine de Senlis, di professione domestica, la quale per realizzare le sue nature morte, sospese tra realtà e astrazione, mescolava la cera liquida che lei utilizzava per lucidare i pavimenti con il pigmento. Maurice de Vlaminck e Vincent Van Goch, i due grandi autodidatti, hanno entrambi sviluppato una visione espressionista ante litteram, conferendo al colore un valore emozionale. Adolf Wolfli esponente dell’Art Brut esprime il tema della multi visione molto prima del Cubismo e ha celebrato la nota Campbell Soup come immagine artistica precedendo Andy Warhol. Inoltre questo artista, come altri affetti da turbe mentali, è stato un importante oggetto di studio per la moderna psichiatria che vedeva l’arte come una terapia che era in grado di ricreare un ordine mentale grazie alla disciplina che la creazione artistica impone. Augustine Lesage ha associato tessiture di forme astratte a citazioni dell’arte egiziana gettando un ponte tra l’arte antica e l’arte moderna, Pearl Blauvelt, una nota esponente dell’Otsider Art, ha sempre disegnato oggetti, indumenti, mobili che erano spesso ripresi dai cataloghi della vendita per corrispondenza come dei feticci della nascente società dei consumi anticipando Warhol e la Pop art in generale. August Walla, tedesco esponente della Outsider Art, con opere che richiamano la grafica infantile e nelle quali esprime l’eterna lotta tra il bene e il male, ha anticipato la pittura di Jean Michel Basquiat. In alcuni casi le opere di questi artisti detti marginali sono cariche di contenuti come dimostra l’opera di Henry Darger, esponente della Outsider Art che ha dato vita ad immagini visionarie con un racconto che vede come protagonisti i bambini e che vuole essere una denuncia contro la violenza che li vede vittime, la stessa violenza che l’artista aveva conosciuto da bambino. Darger è un artista molto interessante anche per le tecniche utilizzate le quali spaziano dal collage, al ricalco fino all’acquerello. L’architettura è un altro ambito in cui questi artisti si sono cimentati, come testimoniano ad esempio il Palazzo Ideale di Ferdinand Cheval, postino di professione, e il Coral Castle di Edward Leedskalnin, una architettura visionaria il primo e una sorta di ritorno all’architettura arcaica il secondo, entrambi con sculture che hanno un valore simbolico. In definitiva il libro vuole mettere in luce quella produzione artistica poco conosciuta e spesso presa sottogamba o snobbata che invece riserva molte sorprese per il fatto che corrisponde molto di più ad una visione etica che non a una visione estetica.
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Anbieter: Ria Christie Collections, Uxbridge, Vereinigtes Königreich
Zustand: New. In. Artikel-Nr. ria9798539493363_new
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