Torna Mattia lo psicoterapeuta di Travagliato in provincia di XYZ a raccontare, attraverso il suo epistolario indirizzato all’amico/paziente Alberto Musca morto suicida il giorno prima della fine del primo lockdown del 2020, le vicende del “FantaCovid” durante il 2021.
Dove tutti parlano e nessuno ascolta, la differenza la fa chi come Mattia sta in silenzio e osserva attentamente quello che succede con spirito critico.
Torna il “Bombardamento Mediatico del Grande Fratello” (B.M.G.F.) a diffondere il terrore e torna il monito contro l’amore inconsapevole per la schiavitù: sì perché siamo indotti a pensare di essere liberi anche quando non lo siamo.
Attraverso le vicissitudini dei suoi pazienti bonariamente chiamati “Pazienti deliranti”, tra discussioni infantili e paranoie adolescenziali, la distruzione del mondo è assicurata, ma non prima di aver smascherato la stupidità intrinseca dei fautori del nuovo ordine mondiale, l’ipocrisia dei politici e la drammatica primitività dell’essere umano.
Sono trattate in maniera molto accurata, diverse tematiche che sono sempre più ricorrenti nel periodo della “FantaPandemia” nel 2021: un’esauriente descrizione dell'uomo, con tutte le sue paure e incertezze; le dinamiche che governano i rapporti interpersonali. La solitudine e l'isolamento forzato in cui si arroccano alcuni “pazienti deliranti” sono estesi all'intera umanità, tutt'oggi incapace di abbattere quelle barriere che la frammentano: l'incomunicabilità, la chiusura mentale, la mancanza di empatia, l'incapacità di aprire la propria vita.
Torna “l’ironia popolare come anticorpo al terrore indotto” ad alleggerire la pesantezza del periodo. Del resto si sa che l’ironia popolare affonda le sue radici in una saggezza concreta, semplice e sempre attuale.
Squarci visionari e grande Storia s’intrecciano, avanti e indietro, presente e flashback, a determinare la quotidianità.
Tornano gli “iper-adattati istituzionali”, tanto detestati e commiserati da Alberto Musca, sempre più ignari dell’insensato percorso di sofferenza intrapreso, e forse al quale sono rassegnati.
La storia traccia un sentiero tra luci e ombre nell’assurdo periodo della “FantaPandemia”, riflettendo i dubbi dell'animo umano.
È un appassionato memoriale dell’anno 2021 tra paradossi e contraddizioni.
È una storia speciale perché è viva, contraddittoria, ricca di chiaroscuri emotivi: la tristezza, le attese, gli inciampi del quotidiano con un tocco di sgarbata e cinica ironia.
Le speranze sono infinite e confuse perché nessuno è mai libero veramente.
Non è solo un monologo dell’anima di Mattia, è piuttosto uno scambio continuo e attento di quest’anima con la realtà circostante: tutto ossessivo verso se stesso e gli altri.
Questo racconto rappresenta una delle più esplicite denunce politiche e sociali contro oppressione e tensione globale che parte dall'individuo e dalle sue nevrosi, lasciando intendere che è l'individuo che deve cambiare insieme all’ambiente nocivo che egli stesso si è creato con l’invito a coltivare la propria indipendenza contro tutte le ipocrisie e le ingiustizie.
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Anbieter: Ria Christie Collections, Uxbridge, Vereinigtes Königreich
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