Il secondo numero di Transiti affronta una delle esperienze che più profondamente segnano la storia della nostra specie: il lavoro. Non un oggetto unitario, ma una realtà plurale e in radicale trasformazione. Il lavoro come necessità e possibilità di emancipazione, come diritto e vincolo, come costruzione dell’identità e condizione di precarietà; il lavoro che cambia sotto la spinta delle tecnologie, dell’intelligenza artificiale e delle nuove forme organizzative. Ventuno autori, tra sociologi, filosofi, scrittori, psicologi, pedagogisti, economisti, storici, giornalisti e giuristi, attraversano queste dimensioni senza cercare una definizione conclusiva. Ne emerge un interrogativo comune: che cosa significa lavorare oggi e quale posto vogliamo che il lavoro occupi nelle nostre vite? Una pluralità di sguardi ne interroga contraddizioni e trasformazioni, parlando anche di tempo, libertà e forme di vita. Non soltanto come il lavoro sta cambiando, ma come, attraverso il lavoro, stiamo cambiando noi.
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