Mario Manlio Rossi è stato una delle figure maggiori del Novecento italiano. Anglista, storico, filosofo, scrittore, nacque a Reggio Emilia nel 1895 e morì a Pontecagnano nel 1971. Combatté nella Prima guerra mondiale, fu sempre un eretico nel pensiero, e nella vita. Visse a lungo in Scozia, dove rifondò la disciplina dell’Italianistica all’Università di Edimburgo. Questo libro, pubblicato originariamente nel 1974 in edizione a diffusione limitata, raccoglie i suoi scritti di viaggio. Instancabile indagatore dell’Europa post-bellica, nei primi anni Cinquanta, Rossi offre qui ai lettori non solo una serie di godibilissimi itinerari “eccentrici” nell’Europa dell’Est, dell’Ovest e in Gran Bretagna e Irlanda – tuttora validissimi – ma anche una prova del suo squisito talento letterario. Questo libro prosegue la riscoperta di Rossi avviata negli ultimi quattro anni da Laura Orsi e Paolo L. Bernardini, che ha portato alla pubblicazione dell’inedita autobiografia, "Memorie di un estraneo", e alla traduzione di "Una difesa dell’uomo", libro pubblicato originariamente nel 1956, che raccoglie i suoi principali scritti teorico-filosofici.
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