“Chiamò dunque Adamo tutti gli esseri animati con il loro nome”, dice la Genesi. Dal Cristianesimo, la figura di Adamo riassume tutte le culture artistiche precedenti imperniate sulla rappresentazione del corpo umano, visto come segnale visibile di un’intelligenza unica, capace di nominare le cose, e come simbolo stesso di una prerogativa umana esclusiva qual è il linguaggio. Nella colta e feconda narrazione di Fernando Rigon Forte, Adamo chiama gli animali e li configura in base al messaggio che Dio ha loro affidato, anche a rischio di tramutarli in puri simboli. E così, nell’arte, anche le bestie possono parlare con un proprio linguaggio allusivo: anche dopo il peccato dell’Uomo, conservano il loro nome per i Bestiari medioevali, tesi a far pensare e a ripronunciare la fauna dell’Eden secondo simboli e allegorie. Fernando Rigon Forte, direttore del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa dal 1976 al 1983; dirigente del settore Musei e monumenti civici di Vicenza dal 1983 al 1991. Ha realizzato una quindicina di nuove sezioni espositive in musei d’arte e di storia e organizzato una quarantina di mostre, curandone i relativi cataloghi a stampa. Autore di quasi duecento pubblicazioni, con Skira ha pubblicato Arte dei numeri. Letture iconografiche (2006) e L’orma del Tempo (2013).
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