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La lingua bugiarda. Possono le parole nascondere i pensieri? (Voci) - Softcover

 
9788815120359: La lingua bugiarda. Possono le parole nascondere i pensieri? (Voci)
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Possono le parole nascondere i pensieri? È da questo interrogativo che Weinrich parte per indagare il rapporto di adeguatezza che sempre si pone fra il linguaggio e il pensiero. La sua risposta è un'arringa contro una diffusa tradizione pessimistica e in difesa della "verità della lingua", in difesa dell'innocenza delle singole parole. E via via che la sua argomentazione procede, si scopre una fitta trama di rapporti che lega questo discorso alla filosofia e alla teologia classiche, alla retorica, alla critica letteraria. Con la raffinatezza di stile e l'ironia che gli sono consuete, l'autore si muove fra Shakespeare e Goldoni, Platone e Wittgenstein, Hitler e Eichmann per approdare infine alla conclusione che no, le parole non mentono: i segni linguistici sono fatti sia per il bene che per il male, e dunque l'inganno non è nella lingua, ma sempre nell'uso che se ne fa.

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  • VerlagIl Mulino
  • Erscheinungsdatum2007
  • ISBN 10 8815120351
  • ISBN 13 9788815120359
  • EinbandTapa blanda
  • Anzahl der Seiten128
  • HerausgeberOrtu F.

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Weinrich, Harald.
Verlag: Il Mulino, Bologna, (2007)
ISBN 10: 8815120351 ISBN 13: 9788815120359
Gebraucht brossura con bandelle. Anzahl: 1
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Buchbeschreibung brossura con bandelle. Zustand: BUONO. Curatela e traduzione di Franca Ortu. Possono le parole nascondere i pensieri? È da questo interrogativo che Weinrich parte per indagare il rapporto di adeguatezza che sempre si pone fra il linguaggio e il pensiero. La sua risposta è un'arringa contro una diffusa tradizione pessimistica e in difesa della verità della lingua, in difesa dell'innocenza delle singole parole. E via via che la sua argomentazione procede, si scopre una fitta trama di rapporti che lega questo discorso alla filosofia e alla teologia classiche, alla retorica, alla critica letteraria. Con la raffinatezza di stile e l'ironia che gli sono consuete, l'autore si muove fra Shakespeare e Goldoni, Platone e Wittgenstein, Hitler e Eichmann per approdare infine alla conclusione che no, le parole non mentono: i segni linguistici sono fatti sia per il bene che per il male, e dunque l'inganno non è nella lingua, ma sempre nell'uso che se ne fa. cm.12x18, pp.128, Coll. Voci. NOTA:Piccole macchie alla copertina. / Bologna, Il Mulino cm.12x18, pp.128, brossura con bandelle. Coll. Voci. Artikel-Nr. 312070

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