Avevo scritto il Buric in paradiso, nel 2009, e l’avevo lasciato li. Me lo sono riletto. E devo dire che mi sono entusiasmato, sia perché la lettura era scorrevole, poi per i temi trattati con semplicità, ma profondamente. Primo fra tutti il militarismo, l’inutilità delle guerre, ma anche la ferocia, verso la popolazione più debole, donne vecchi e bambini, che non dovrebbero combattere. L’omosessualità e l’omofobia, la pornografia, il fenomeno Berlusconi, visto come ideologia avversa, ma con sfaccettature che rasentano l’ammirazione per il personaggio stesso. Il problema di cosa ci spetta dopo la morte, e per noi atei è una questione molto difficile da digerire. Se non c’è nulla avevamo ragione noi, ma non vinciamo nulla noi e non perdono nulla loro. Ma se qualcosa c’è allora noi ci si dispera, e gli altri si prendono la coppa. Una visione diversa di un aldilà inverosimile, dove si riproducono in modo grottesco,alcune situazioni terrene, improponibili. E’divertente, con un finale geniale. Moschino
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