Venezia E I Turchi

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Zappullo Michele: SOMMARIO ISTORICO, in Napoli appresso Gio: Giacomo Carlino e Costantino Vitale 1609
ove in occasione di celebrare i successi di quattro gran citta, cioe di Gierusalem, di Roma, di Napoli, e di Venetia, e delle Indie. Si vien a trattar dei Regni del Giappone, della Cina, dell'Egitto, e della Soria. Di tutti i popoli che furono soggetti all'Imperio Romano, et altresi di Saracini, di Turchi e di Tartari

[...] Segue poi un discorso intorno alle tavole astronomiche dello stesso autore in questa terza impressione corretto, ampliato e migliorato. 19.5x14.5 cm., [4] cc., 588 pp., [12] cc., marca al front., capilettera floreali, finalini antropomorfi, piena pergamena coeva, con risvolti, titolo calligrafico al dorso, note manoscritte nel testo e al frontespizio, frontespizio tagliato e restaurato, le pp. 133-136 sono poste tra la 128 e 129, testo completo, le pp. 139-40 segni di antico restauro con minimo pregiudizio al testo, pp. 165-6 un foro in calce che lede 2 parole delle ultime 2 righe, comunque leggibili, in italiano Terza edizione di questa opera che narra le vicende storiche delle quattro importanti citta del mondo antico: Venezia, Gerusalemme, Roma e Napoli. Nella parte dedicata alle "Indie" in realta si parla di India, Giappone e ampia parte e dedicata all'America, Canada compreso, con una descrizione della flora e la fauna, e soprattutto dei costumi degli indiani nativi.

[SW: storia Europa, Asia e America, Gerusalemme, Roma, Napoli, Venezia]

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SANSOVINO FRANCESCO. Gl'annali turcheschi overo vite de principi della casa ottomana ne quali si descrivono di tempo in tempo tutte le guerre fatte dalla natione de Turchi in diverse Provincie del Mondo con molti particolari della Morea, et delle case nobili dell'Albania, In Venetia, appresso Enea de Alaris, 1573.
storia veneta, turchi

In 4° (195x140), pagg. (24), 224, (2). Stemma nobiliare silogr. della famiglia polacca Zborovvski al frontespizio ripetuto anche all'interno del testo, iniziali istoriate entro vignette, testatine e fregi silogr. antiche note di possesso e timbri al frontespizio e nelle ultime due carte. Note marginali.<BR>Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso. <BR>Dedica a Pietro Zborovvski de Zbor, maggior consigliere del Regno di Polonia. Prima ed unica edizione, molto rara, mancante a tutte le collezioni apparse in asta negli ultimi 20 anni. Una fra le piu rare opere del Sansovino, di notevole interesse per la storia delle guerre in Adriatico ed Oriente da parte della Repubblica contro i Turchi.<BR>Traccia i profili delle vite dei principi ottomani che hanno comandato l'esercito turco a partire da Ottomano, primo Re dei Turchi, fino a Seleimano II che partecipo nel 1571 alla battaglia di Lepanto combattuta contro la Serenissima Repubblica di Venezia e qui brevemente descritta dal Sansovino al termine dell'opera.<BR>Ottimo esemplare assolutamente genuino anche se mancante della guardia anteriore e con piccoli restauri agli angoli delle prime due carte.<BR>Manca ad Adams; Graesse VI, 267; EDIT 16 online, 27022. EUR 1500.<BR>

[SW: storia]

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BRANCACCIO LELIO. I carichi militari. Venezia, Deuchino, 1620.
militaria, battaglie,

In 4° (267x192); carte 12 non num., pagg. 255 con 5 tavole in rame f.t. Dedica a Cosimo Borbone de' marchesi Dal Monte, condottiere della Serenissima e governatore di Bergamo. Cartonato editoriale con carta marmorizzata settecentesca al dorso.<BR>Seconda edizione, stampata nello stesso anno anche a Milano da Bidelli. Le belle grandi tavole incise in rame nello stile del Callot, raffigurano attacchi e difese di fanteria, Cavalleria, Artiglieria e raffigurano modi di attacco alle fortificazioni, schieramenti in battaglia. Lelio Brancaccio (1560-1636) fu un celebre condottiero di inizio '600, cavaliere dell'Ordine di Malta, che combatte prima contro i Turchi, poi fu inviato nelle Fiandre a combattere contro gli Olandesi. L'opera riporta le norme di condotta militare dal soldato al principe ed al capitano dell'esercito.<BR>Ottimo esemplare in barbe, qualche fioritura ed un alone alle ultime carte.<BR>Cockle 609; Vinciana 1416; BM, Cat. of 17th Century Italian Books, I pag. 144; Olschki, Choix, 6201 :"Ouvrage assez rare et tres important. Les planches en grand format representent les ordres de bataille, la maniere de l"attaque des fortifications etc. " e due rinforzi in carta antica.<BR>

[SW: storia]

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TASSO Torquato (Sorrento 1544 - Roma 1595): Goffredo, overo Gierusalemme Liberata, Poema Heroico del Sig. Torquato Tasso, Nel quale sono state aggiunte molte stanze levate, con le varie lettioni; & postivi gli Argomenti e Allegorie a ciascun Canto d'incerto Autore, Venezia Giacomo Sarzina 1611
Il titolo prosegue: "Con l'aggiunta de' Cinque Canti del Sig. Camillo Camilli, & i loro Argomenti, del Signor Francesco Melchiori Opitergino. Con una copiosissima Tavola de' nomi proprij, & materie principali. Di nuovo con somma diligenza corretto, e ristampato". Due frontespizi, uno per la "Gerusalemme" e uno per i "Cinque Canti" di Camillo Camilli, con marca tipografica allegorica (Figura femminile che cavalca una salamandra), 4 vignette xilografiche di Gaspare Grispoldi, 31 capilettera figurati, testatine, finali e iniziali decorati. Discorso introduttivo di Filippo Pigafeta. "Capolavoro del Tasso e la "Gerusalemme liberata", un poema epico in venti canti ispirato da due moventi pratici: il ritorno all'epica classica e la celebrazione dello spirito cristiano, rinnovato a opera della controriforma e ravvivato dalla vittoria sui Turchi a Lepanto. (...) Il Tasso regola tutto secondo leggi precise di tecnica e di psicologia; aderisce minutamente e fedelmente ai fatti storici; svolge i duelli secondo un rigido codice di cavalleria; muove eserciti e manovre di guerra secondo i piu precisi trattati di strategia militare del tempo; articola discorsi diplomatici secondo le piu sottili regole della retorica. Perfino la ragion di stato si riflette nell'agire dei suoi re, cristiani o pagani che siano, e le stesse arti della seduzione femminile di Armida e di Erminia sono improntate a un freddo calcolo della mente, sicche potrebbe dirsi che la "Liberata" sia il poema della mente e del sentimento del Tasso. (...) L'arte del Tasso nella "Liberata" si presenta sempre con due facce, quasi con due tendenze o due direzioni che dopo di lui si scissero, dando luogo a due filoni diversi della nostra letteratura: il senso o bisogno del magnifico e del grave, e la tendenza allo spettacolare e al coreografico; il senso del sentimentale e dell'elegiaco, in cui si effondeva il suo animo inquieto e insoddisfatto. (...) Tutte le eroine e gli eroi del poema vivono sotto l'incubo della sventura e nella malinconia piu desolata; in tutti e il presentimento triste che la vita, la giovinezza, l'amore, la gloria, trapassano, come un sogno vagheggiato ma sempre irraggiungibile. (...) Percio la musa prevalente della poesia tassesca e la malinconia elegiaca, espressione di una civilta in crisi, che si chiude nell'angoscia del peccato e nel senso della fugacita dei beni terreni" (Laterza 1966: vol. V, pp. 238-242). "Sotto le apparenze pretenziose di un poema eroico la "Gerusalemme" e un mondo interiore o lirico o subiettivo, nelle sue parti sostanziali elegiaco-idillico, eco dei languori delle estasi e dei lamenti di un'anima nobile, contemplativa e musicale" (Francesco De Santis, in Bompiani 1959: vol. III pag. 590). I "Cinque Canti" aggiunti sono di Camillo Camilli (Monte S. Savino, ? - Ragusa 1615), "erudito vanittoso e senza scrupoli, la cui opera si colloca fra quelle degli epigoni di Torquato Tasso. Con i suoi "Cinque canti", composti durante la segregazione del grande poeta e pubblicati a insaputa di lui in appendice alla "Gerusalemme liberata" (intitolandola "Goffredo"), intese portare a compimento le vicende di Armida-Rinaldo e di Erminia-Tancredi, concludendole con il suicidio di Armida e la conversione di Erminia, peraltro prevista dal Tasso stesso..." (Laterza 1966: vol. I pag. 539). Esemplare in ottimo stato di conservazione. Libro esposto alla seconda Mostra del Libro Antico e di Pregio di Bologna (20/24 settembre 2007) nella sezione "Il primo libro raro di una nuova collezione" con questa motivazione: "Per il pregio della stampa e delle illustrazioni questo libro potrebbe essere il primo di una collezione dedicata all'iconografia letteraria del Seicento".

21,8x16,5 legatura coeva in piena pergamena, titolo calligrafato al dorso (16) 238 (2) 63 (1)

[SW: letteratura,seicentina]

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