Corona Dei Cristiani

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THE TWENTY THIRD PSALM. Illustrated by Paul Paschetto. Rome, Privately Printed, 1927.

Splendida pubblicazione, in formato cm.38,8x33,4, composta da 30 pagine doppie. Legatura originale in piena pergamena con immagine di Cristo, con una pecora in spalla, impressa in tricromia al piatto anteriore. Dorso a quattro nervature. Il testo, in lingua inglese, comprende una Prefazione di Enrico Sartorio, il testo del Salmo XXXIII impresso in rosso e nero e nove tavole silografiche impresse in bianco e nero e applicate. Ogni tavola riporta la sigla dell'Autore apposta a matita in forma circolare, con l'indicazione, sempre a matita, dell'anno di stampa. A fronte di esse altrettante tavole in bicromia che ripetono il testo del Salmo. Un ricco fregio silografico anche all'inizio e in fine al volume. Tiratura limitatissima di 100 copie numerate e firmate da Paschetto. Il nostro e l'esemplare n°21, offerto a Pietro Fedele. Con dedica manoscritta: "A S.E. Pietro Fedele, con rispettosa devozione, Enrico Sartorio. Giorno di San Pietro 1928". Stupenda raffigurazione grafica del cosiddetto "Salmo del buon pastore", in spettacolari condizioni di conservazione. "Paolo Paschetto, di famiglia valdese, nacque il 12 febbraio 1885 a Torre Pellice, in provincia di Torino, dove e morto il 9 marzo 1963. Si diplomo' all'Istituto di Belle Arti di Roma. Ancora studente comincio' ad esporre alle Promotrici romane ed alla Quadriennale di Torino. Professore di Ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1914 al 1948, fu artista polivalente, passando dalla xilografia alla grafica, dall'olio all'affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio. Svolse un'intensa attivita' nel campo delle arti grafiche, collaborando con le principali case editrici e istituti d'arte grafica e pubblicando opere su riviste. Risalgono al 1900 le sue prime xilografie di soggetto vario (paesaggi , ex libris, illustrazioni); dal 1910 in poi i suoi legni trattarono per lo piu' temi religiosi , tra queste: Il Credo Apostolico (otto grandi legni), Il Salmo del buon Pastore (otto legni), Il Padre Nostro (otto legni), Costumi valdesi. E' di questo periodo la decorazione, eseguita da Paschetto, del Tempio Valdese di Roma in Piazza Cavour, che, sempre sottolineando il legame ideale fra evangelici e protocristiani, si ispira liberamente alle basiliche paleocristiane, con motivi di chiara ascendenza liberty. Gli evangelici, rompendo una tradizione nata come reazione all'abuso di decorazioni, capace di destare nei fedeli forme eccessive di religiosita, tornavano ad esprimere la loro fede con il linguaggio artistico, imitando anche in questo i cristiani dei primi secoli. Il grande tempio fu ufficialmente inaugurato, dopo tre anni di lavori, l'8 febbraio 1914. Sempre su cartoni del Paschetto vennero realizzate le vetrate, che per il valore di testimonianza ed insegnamento loro attribuito dall'autore, secondo l'uso antico, rappresentano il vero fulcro di tutta la decorazione, in cui l'atmosfera creata dai giochi floreali delle alte trifore sostiene lo svelarsi attraverso i simboli biblici del ricco contenuto della fede. Dal 1925 Paolo Paschetto si dedico anche alla pittura di paesaggio, senza abbandonare la xilografia da lui prediletta. Partecipo a numerose mostre italiane ed estere e tenne personali a Roma, Torino, Biella, Pinerolo, Verona. Fu autore, tra l'altro, di numerosi francobolli, compresa "la rondine" della prima emissione italiana di posta aerea e dell'emblema, simbolo ufficiale della Repubblica Italiana dal 5 maggio 1948 . Nel 1947 venne indetto dalla Costituente un concorso per l'emblema della Repubblica: vi parteciparono 341 concorrenti con 637 disegni e la commissione scelse la soluzione di Paschetto che rappresentava una cinta turrita con una porta aperta al centro, completata dalla figurazione del mare e di una stella raggiante; l'emblema era circondato da una corona di ulivo con le parole "Unita e Liberta". L'originario bozzetto gli venne piu' volte cambiato ed infine stravolto per esigenze araldiche, politiche, pratiche... Fu, comunque, un impegno che stimolo un certo lato del carattere dell'artista, una sua recondita ostinazione, e che chiude con risonante ufficialita una carriera che si era ripiegata nel silenzio durante gli anni del fascismo" (da "wikipedia"). La stesura dell'opera fu curata da Enrico Sartorio. Il presente esemplare e dedicato "ad personam" Pietro Fedele (Minturno, 15 aprile 1873 - Roma, 9 gennaio 1943). Fedele fu professore di Storia Moderna all'Universita di Roma, storico del Medioevo, e dal 1925 Presidente dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. Nel 1928 divenne Senatore del Regno e Ministro della Pubblica Istruzione e nel 1931 fu nominato Commissario della Consulta Araldica. > Nessuna referenza sul presente testo e emersa in alcuna delle bibliografie consultate.

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